il radar

Premio Nobel, il rifiuto di Boris Pasternak

In cultura&arte, estero, informazione, società on 7 ottobre 2013 at 12:43

Nella primavera del 1958 Albert Camus nominò Pasternak per il Premio Nobel. Il 23 ottobre 1958 Pasternak ricevette il Premio Nobel per incredibili meriti nel campo della poesia moderna e per il contributo alla tradizione del grande romanzo russo: “Sono immensamente riconoscente, toccato, orgoglioso, attonito, imbarazzato”. Sperava ingenuamente di andare a Stoccolma per ricevere il Premio Nobel direttamente dalle mani del Re di Svezia, ma le autorità russe torsero le braccia della donna che lui amava, Olga Ivinskaja. Pasternak aveva aperto la strada ad un’intera serie di pubblicazioni antisovietiche coronate con il sensazionale “Arcipelago Gulag”, grazie al quale anche Aleksandr Solzhenitsyn ricevette il Premio Nobel (solo nel 1974, dopo essere stato espulso dall’Unione Sovietica).

Oggi (7 ottobre 2013) iniziano le premiazioni dei premi Nobel a Stoccolma; per curiosità ho cercato qualche articolo e mi sono imbattuto nella storia di Boris Pasternak, uno dei pochi insieme a Sartre (letteratura, 1974) e Le Duc Tho (pace, 1973) a rifiutare il premio Nobel.

Di seguito alcuni interessanti articoli:
Il trionfo segreto della CIA (la storia di Pasternak-Cia-Feltrinelli);
Ieri censurati, bruciati e scomparsi Oggi sono classici: ecco i libri proibiti;
una poesia e la foto di Olga Ivinskaja, una di quelle figure che loro malgrado e sulla propria pelle, finiscono per fare la storia, non solo della letteratura.

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Il trionfo segreto della CIA
di Anatoly Korolev per RIA Novosti

In base alle regole dell’Accademia di Svezia, gli archivi dei Premi Nobel possono essere aperti solamente cinquanta anni dopo l’avvenuta consegna. Pertanto i documenti relativi all’Ottobre 1958 potranno essere resi pubblici nel Gennaio di quest’anno (2009 n.d.r.). Si tratta di un’epoca importante per la cultura russa. Quell’anno l’Accademia consegnò il Premio Nobel per la Letteratura al poeta sovietico Boris Pasternak.

Ora che gli archivi sono stati resi pubblici, le circostanze che portarono al più grande scandalo nella storia dei Premi Nobel saranno finalmente esaminate scrupolosamente.

La vicenda del premio a Pasternak ha fatto nascere degli strani sospetti. Pare che la CIA abbia contribuito a quel premio. È stata la CIA a stampare la prima versione russa del “Dottor Zhivago, senza la quale la candidatura di Pasternak non sarebbe stata accettata dato che il Comitato Nobel prendeva in esame solamente opere in lingua originale.

Non c’è bisogno di precisare che Pasternak non ebbe mai nulla a che fare con l’intelligence. Il suo genio fu solo usato come una potente arma durante la Guerra Fredda tra Est ed Ovest. Fino a poco tempo fà questa storia degna di agenti segreti è stata coperta da un sottile velo di segretezza. È stato solo grazie alla volontà di Ivan Tolstoj (membro della famosa famiglia Tolstoj) che i segreti sono stati rivelati e resi pubblici. Ci sono voluti 20 anni per risolvere l’enigma.

Boris Pasternak iniziò a scrivere il suo leggendario romanzo poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1946. Impiegò dieci anni. Dopo aver concluso l’opera nel Gennaio 1956, Pasternak cominciò a chiedersi cosa avrebbe fatto a quel punto. Il romanzo che alla fine prese il titolo di “Dottor Zhivago” (inizialmente si chiamava “La candela che brucia”) era controcorrente rispetto ai principi della letteratura sovietica. Avrebbe dovuto tenerlo da parte in attesa di tempi migliori? Ed, eventualmente, quando sarebbero giunti questi momenti? Oltretutto non era più molto giovane.

Pollock e gli irascibili, grande delusione!

In città&territorio, cultura&arte, informazione on 5 ottobre 2013 at 15:44

La mostra di Pollock al Palazzo Reale di Milano ben sotto le aspettative. Miglior titolo sarebbe: “gli Irascibili, due Rothko e un Pollock” (!)

Ma andiamo con ordine nello spiegare il perche’ di questa mia delusione, non solitaria e già condivisa con diversi avventori della “mostra”.

Iniziamo col dire che se avete un’ora di tempo libero e 11 euro da spendere, comunque, vi consiglio di andare, perche’ un Pollock (ripeto e sottolineo, 1 Pollock, il “numero 27“), i due Rothko, la splendida “porta sul fiume” di De Kooning e “territorio blu” della Frankenthaler saranno capaci di ripagarvi ampiamente del tempo e denaro investito. Questa e’ la prova, se mai ce ne fosse bisogno, che sono grandi opere, nonostante il misero allestimento riescono comunque ad emozionare. Ma, ahime’, le note positive finiscono qui.

1) Il sito web della mostra: introvabile!
Ovviamente, come penso molti di voi, prima di andare ad una mostra mi informo su orari, prezzi, opere esposte, ecc. Ebbene trovare il sito di questa mostra e’ una vera e propria caccia al tesoro. Considerando che la mostra “Pollock e gli Irascibili” e’ aperta al pubblico da 24 settembre, si presume che il sito sia andato on-line almeno una decina di giorni prima (comunque in enorme ritardo sapendo che l’algoritmo di google tende a mettere in una sorta di limbo o sandbox i siti appena pubblicati).

Oggi 5 ottobre il sito e’ praticamnete irraggiungibile per coloro che effettuassero le seguenti ricerche:

– “pollock milano“: mi arrendo alla 13° pagina…(questo lo screenshot della prima pagina di ricerca);

– “mostra pollock“: in questo caso stiamo cercando, in partica, il nome del link (mostrapollock – punto – it), nulla e siamo alla nona pagina (screenshot);

– “pollock irascibili mostra“: finalmente abbiamo un risultato positivo in terza pagina (screenshot);

– “pollock irascibili“: siamo in seconda pagina (wow!), (screenshot);

– tornando a fare una ricerca più usuale – come le prime due – “pollock palazzo reale“: nulla, gettiamo la spugna dopo pagina 11 (screenshot).

Potreste ribattere che essendo la mostra finita su Repubblica.it, Arte.it, Sole24ore, ecc.ecc. tutti articoli meglio indicizzati, un possibile visitatore “cerca e trova” l’articolo della mostra e poi da questo con un link arriva sul sito della mostra. Vero!
Ma quale link? Persino arte.it ha come “sito ufficiale” non il sito della mostra ma quell’obrobrio, uguale dal 2006 almeno, di “Palazzo Reale (uno schifo senza mezzi termini, per la città di “Expo 2015”, la cui incuria e’ attribuibile tanto alla precendete giunta Moratti come alla attuale giunta Pisapia, uno straniero e comunque un visitatore che vede un sito del genere ha una pessima impressione, nonostante poi a Palazzo Reale si siano tenute mostre di prim’ordine…).

– Il sito ufficiale della mostra, in realtà, mi piace! Questo e’ il colmo! E’ pulito, grafica piacevole, ha tutte le informazioni essenziali per visitare la mostra. Ma non lo si trova! Di chi la colpa? Di Google? (!) Congiura di tutte le redazioni contro l’ufficio stampa? (!) Pensare che “il Sole 24 Ore” (questo lo screenshot dell’articolo on-line senza link al sito della mostra!) e’ anche partner dell’evento. Viene da dire: “bho?!” oppure “dilettanti allo sbaraglio?”. A voi l’ardua sentenza.

Elezioni Usa: analisi del voto, mappe riassuntive e rassegna stampa europea

In elezioni, estero, politica, rassegna stampa on 10 novembre 2012 at 16:01

Elezioni Presidenziali Usa 2012 la sfida tra Obama e Romney. Di seguito sono consultabili mappe elettorali degli Stati Uniti, analisi e commenti sul voto, oltre ad una significativa rassegna stampa europea.

Il post è “corposo” un breve indice:
> analisi del voto e mappe elettorali (contee, stati, stati rappresentati in base ai “voti elettorali”, cambiamento del voto “democratici-repubblicani” rispetto al 2008, contea di Miami Dade Florida, contea di Cuyahoga Ohio, Stati Uniti e quantificazione del vantaggio Obama vs Romney, contea di Los Angeles California, contea di Cook/Chicago Illinois, Bronx/New York, New York area, un grafico dell’attività di invito al voto da parte di utenti Facebook, il voto diviso per etnie e religioni, infine una “provocatoria”  mappa degli Stati Uniti alla vigilia della Guerra Civile (stati pro e contro la schiavitù);

> in seguito alcuni passaggi del commento di Luigi Zingales pubblicato sul Sole 24 Ore;

> in coda al post – ma non meno importante – troverete una variegata rassegna stampa europea.
Buona lettura.

La sensazione, dopo aver passato una notte snocciolando numeri, è stata quella di aver assistito ad una partita a scacchi tra Obama e Romney in cui ha vinto chi ha saputo aggiudicarsi i “pezzi migliori” della scacchiera elettorale. Nelle previsioni di voto ero stato molto cauto prefigurando tre scenari favorevoli a Obama ma con vittorie più “risicate” rispetto al risultato ufficiale. Il serrato testa a testa ha confermato in parte le previsioni. Queste elezioni sono state lo scontro tra la strategia elettorale e di comunicazione democratica e repubblicana. Budget stellari (6 miliardi di dollari!) per spot, eventi, comunicazione on-line e off-line. Una battaglia combattuta voto per voto, città per città, contea per contea. Una partita iniziata 4 anni fa, alla prima elezione di Obama alla Casa Bianca.

Obama ha ottenuto una vittoria netta a livello di voti elettorali, 303 contro i 206 di Romney (i 29 della Florida sono attualmente ancora non assegnati ma porterebbero lo score finale a 332, comunque lontano dal risultato della prima elezione). Nel 2008 Obama aveva ottenuto 365 voti contro i 173 del suo rivale McCain. Rispetto al 2008 e rispetto a McCain, Romney se è verò che non ha saputo vincere è altrettanto vero che è riuscito a guadagnare 33 voti in più. Se guardiamo la mappa elettorale delle contee  – qui sotto – salta subito all’occhio il rosso che indica le contee in cui il repubblicano Romney ha ottenuto la maggioranza (rispetto alle meno numerose di colre blu, democratiche).

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