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Balotelli, Travaglio e Saviano: l’Italia che cambia?

In futuro, giovani, Italia, società on 3 luglio 2012 at 17:18

Cambia Italia, cambia. Mi sembra di stare davanti ad una statua di marmo augurandomi che qualcosa di miracolso accada. Eppure qualcosa sta cambiando, è davvero impercettibile, serve eliminare l’assordante rumore di fondo, ma nel sottobosco della nostra società qualcosa si sta muovendo veramente. Ma chi o meglio cosa?

Ho preso tre esempi, tre nomi, che una settimana fa difficilmente avremmo potuto accomunare in una stessa logica, eppure…

Balotelli, una nuova icona.

Affermazione tutt’altro che banale. Quella foto dopo il secondo gol alla Germania, senza maglia, è un simbolo dell’Italia che “sta cambiando”. Balotelli è il simbolo di tutti quegli italiani nati da genitori extracomunitari, che sono ancora oggi discriminati. E’ il simbolo di un’Italia multietnica, multiculturale, finalmente un Paese occidentale e moderno. In Europa e nel mondo da quella sera non girano più solo le foto stereotipe dei “gondolieri di Venezia” o dei “bei garzoni di Dolce&Gabbana“, gli Italiani non sono più “Al Pacino” o “Berlusconi”, gli italiani sono anche Balotelli, un ragazzo di colore, evviva! Ma questo significa anche per noi un nuovo modo di vedere e intendere la nostra società. La discriminazione non finirà, purtroppo, domani, ma una nuova coscienza sociale si sta facendo largo anche tra i giovani. Forse iniziano a desiderare una società che non è quella che gli raccontano papà e mamma.

Travaglio, mena sfiga ma ha ragione.

Ebbene lo ammetto, ero molto incazzato quando ho saputo che, come suo solito, Travaglio con quel suo fare “un po’” snob e supponente aveva dichiarato di tifare per la Germania e poi per la Spagna. Ma insomma, che porta sfiga! Tutto per fare notizia? Quando, però, ho letto il suo articolo, le sue motivazioni, non ho potuto non ammettere che avesse ragione. Forse questa sconfitta è stata più educativa e più salutare di una vittoria; ci ha svegliato. Da segnalare che nonostante le dichiarazioni “anti-nazionale” in quei giorni di esaltazione collettiva e poi di delusione profonda, le critiche durante e dopo non sono state così numerose, anzi, forse qualcuno ha capito il messaggio di Travaglio.

Saviano, qualche volta torna ad essere come noi.

Parlare di Saviano è sempre un dilemma. Non perché abbia paura di offenderlo, non è mia intenzione. Piuttosto è diventato per molti, anche meritatamente, un mostro sacro. Quindi oltre alla persona c’è anche il personaggio con cui misurare le parole. Ebbene, sul suo profilo facebook in questi giorni di passione nazionale per le vicende calcistiche non ho letto o visto nulla che potesse far intuire un suo minimo coinvolgimento. Il calcio può piacere o non piacere. Saviano: anche se una volta un tuo aggiornamento di stato non parlerà di vittime di mafia, processi e pentiti, non te ne faremo una colpa. Detto questo, aggiungo, che Saviano rimane sempre un motivo di orgoglio – non solo per me -, soprattutto quando parlo del mio paese con qualche amico straniero.

In sintesi: l’Italia sta cambiando, stanno cambiando i paradigmi e anche le metafore, l’unico problema è che questo processo sembra davvero troppo lento. Ci ritornerò.

Andrea Margutti

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