il radar

Imu: nove virgola cinque miliardi. Non dimentichiamo di dire: “grazie Silvio”.

In città&territorio, economia, Italia, politica on 8 luglio 2012 at 12:38

Un paese, il nostro, con la memoria corta, anzi cortissima. Sempre pronti a dar contro a chi ci contraddice, sempre pronti ad applaudire chi ci fa sconti e regali. Siamo sempre pronti a tutto, anche a dimenticare.

Erano le scorse elezioni politiche. Eravamo in pieno “berlusconismo”, al cavaliere tutto era conscesso o quasi. Ecco il proclama elettorale, un regalo al popolino: abolire l’Ici sulla prima casa. Eravamo – ci raccontavano i barzellettieri – un Paese senza problemi, con i bilanci in ordine, ma quale recessione! Chi parlava di recessione era un “porta jella” e un “comunista”, anzi un “comunista porta sfiga”.

Sindaci forzisti e leghisti storcevano il naso, ma l’ordine di scuderia era: “zitti che va bene così, poi troveremo una soluzione”. Il boom edilizio si stava un po’ affievolendo, il pozzo degli oneri di ubranizzazione si stava esaurendo, servivano energie alternative alle casse comunali. Le soluzioni in Italia non si cercano con lungimiranza, ma, sempre al novantesimo o in zona recupero, è un costume nazionale, una forma mentis troppo radicata per cambiarla.

Apro una parentesi sugli oneri di urbanizzazione: molti sindaci – al nord come al sud, di destra come di sinistra – hanno governato e gestito la loro politica (e politichetta) locale come emiri del territorio, latifondisti del mattone. Per radrizzare i conti non hanno mai lesinato su varianti al Piano Regolatore, aggiungendo aree commerciali, residenziali e industriali. Affogando di metri cubi città e paesi, rendendo il tessuto urbano un caos privo di ogni parvenza di logica. Hanno attinto all’oro nero che è il territorio del “Bel Paese”, impoverendo la qualità della vita e quindi anche il valore di certe aree. Il profitto, quello immediato, quello che ripiana le casse e fa fare l’affare all’amico dell’amico o ai soliti lobbisti, a lungo andare è il sistema peggiore per condurre il nostro sviluppo locale. Forse, adesso, anche i più miopi se ne sono accorti.

Ma torniano a Silvio e Mario.

Oggi tutti si “paraculano”, sono tutti dalla parte dei cittadini e contro i tecnocrati che governano.

Il PDL vota l’Imu in Parlamento, però, fa proclamare da Alfano che l’anno prossimo nel programma per le elezioni politiche proporrà l’abolizione della tassa (un déjà vu, suggerito da Silvio?).

La Lega, che oramai si è barricata nel Nord, in una sorta di “riserva dei leghisti” ha detto e fatto di tutto. Quando era al Governo Caldiroli e Fontana erano soddisfatti per l’Imu (guardatevi il video di Corriere Tv ). Fontana, sindaco di Varese e presidente dell’Anci lombarda, la benediva, e insieme al collega ministro si augurava che fosse introdotta in anticipo ovvero proprio nel 2012.

Ma si sa: la Lega stava al governo ma aveva lo spazio di manovra per sparare come se fossero in opposizione. Artisti del trasformiso, ora che sono in opposizione non stupiamoci di nulla, nemmeno di quello che dichiara il neo-segretario Bobo Maroni. Alla fine dopo aver pagato l’Imu, ha dichiarato che “è stata la prova generale per la grande battaglia di settembre contro il patto di stabilità“.

Le battaglie della Lega le conosciamo. Fino ad oggi sono tutte state perse, forse nemmeno combattute. Anche questa probabilmente rimarrà un proclama, contro Monti, per cercare di ingraziartsi ancora il popolo “padano”, per cercare di bloccare l’emorragia di consensi del Carroccio (questa la media dei sondaggi politici al 3 luglio).

Alfano, Maroni, i pidiellini, i leghisti, al Governo a far disastri ora contro quel Governo che è stato messo lì proprio a causa della loro inettitudine e dei loro disastri. Un Governo che cerca di fare quello che può, diciamolo chiaro: non è facile raddrizzare l’Italia tutta in un colpo solo!

Così dopo quasi 3 anni di sconto dell’Ici, se quest’anno l’Imu è un po’ più cara (della rata Ici che avremmo avuto se nessuno ce l’avesse scontata), ringraziamo Berlusconi & Co. che hanno aiutato e favorito dissesti nei conti dello Stato e negli Enti locali, facendo un regalo al popolo – che ha gradito e votato – in cambio del consenso. Ricordiamolo.

Andrea Margutti

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  1. Condivido pienamente. Se coltivassimo di più quel piccolo seme chiamato “memoria” potremmo raccogliere tanti bei frutti e, sopratutto, potremmo migliorare veramente le condizioni della nostra comunità.

    • qualcuno ha detto: “É un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più”…

  2. le solite stronzate di chi non ha capito niente la demagogia e l’ignoranza fa dimenticare le botte ricevute sulla testa di noi artigiani da quel bellimbusto di Prodi.

    • @sergio > è molto chiaro che lei ha capito poco o nulla di quello che è capitato negli ultimi 10 anni, grazie comunque per il commento e le belle parole…ahahah 😉

  3. Ricordare, ricordare le balle che ci hanno fatto bere quelli di destra e quelli di sinistra. I politici di Roma e quelli del Nord. Vogliono solo il nostro voto. Queste cose vanno fatte sapere.

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