il radar

L’informazione ai tempi dello “spread” e del “revival” politico seriale.

In economia, futuro, giovani, informazione, Italia, politica, rassegna stampa, società on 16 luglio 2012 at 18:18

“Una società – dice John Nasbitt – riesce ad avere una preoccupazione alla volta”, cosa abbiamo “scelto” in Italia?

Non passa giorno, da quasi un anno, che le aperture di tutti i telegiornali siano dedicate a notizie economiche. Conferenza stampa di Draghi, azione (o intento) della BCE, il G8 o il G20. Meeting vari tra i capi di stato europei, riunioni urgenti per la crisi o lo scudo anti-spread. Le quotazione dell’Euro, l’indice di Milano, quello di Parigi, Francoforte o Madrid. E ancora le elezioni in Grecia e le banche in Spagna. Il rating di Moody’s o quello di Standard&Poor’s.

Quanti punti ha lo spread oggi? Rispetto a ieri, rispetto ad una settimana fa o rispetto ad un anno fa in questo giorno. Quanto costa la benzina, quanto sono calati i consumi, il Pil, il tasso di disoccupazione, la disoccupazione giovanile. E ancora l’Istat, il Censis, la Banca Mondiale, l’FMI o qualche altro istituto di ricerca. Un bollettino di guerra, incessante, infinito, imperterrito.

E tutto il resto? Ovvero dopo l’economia cosa viene. La politica, o meglio sarebbe dire, lo sfascio della politica.

Berlusconi che ritorna: lo sgomento, lo sconcerto, i dubbi italiani e stranieri. Lo spread che si impenna, Moody’s che ci declassa. Le incazzature dei colonnelli che si erano già progettati la rendita politica del dopo-Berlusca. La Russa, Gasparri e Quagliariello che dicono tutto e il contrario di tutto. Cicchitto che non sa che dire (solo adesso?). Il Cav. che rottama Alfano e i giovani del Pdl prima ancora di dar loro una concreta possibilità di rinnovare qualcosa (sempre che fosse possibile in un partito di fossili della Seconda Repubblica). E poi l’intervista a Bild che affossa definitivamente il partito e il progetto. Dopo aver pensato ad un nuovo simbolo, un aquilone (come Pascoli), “riesuma” (è davvero il caso di dire) Forza Italia. E poi ci ripensa.

Frattini lancia un anatema contro la Minetti: “dimettiti!”. Emilio Fede che difende l’igenista-consigliera-Rubygate-olgettina. E poi, dopo le dimissioni arrivate questo pomeriggio (o in arrivo?), l’onorevole – vengono i brividi solo a dirlo – Daniela Santanché che esclama: “è più adatta a fare altro“. Sembra una barzelletta e invece è il livello della politica nostrana, della politichetta italiota.

In questo schifo di revaival del passato viene quasi simpatia per quella consigliera regionale sempre – suo malgrado – sopra le righe: il pantalone troppo attillato, la camicia troppo scollata, quel viso che come lo metti ammicca sempre e, sempre, ci rimanda a scene da “bunga bunga“. Ma che colpa ha lei? Diciamolo: l’hanno messa in lista, è stata eletta, e allora? Non dico che sia giusto, anzi, la sua elezione è davvero assurda e inutile all’istituzione che rappresenta.

Assurdo, però, che dal taglio della sua testa passi tutta questa finta ventata riformatrce di cui – secondo Frattini e Santanché – il loro Pdl aveva bisogno. Ma andiamo!

Frattini, senza mezzi termini, fuori dalle balle. Cosa ha fatto per l’Italia nel mondo? Le sue competenze?

E Santanchè? Non dico nulla o rischio di diventare volgare, è sempre una signora. Un suggerimento: si levi anche lei dai piedi, signora Santanché. Non riesco a capire, da quando la vedo nei talk show o ne ascolto – mio malgrado – le interviste in tv, in quale modo il suo agire politico possa arrecare un qualsiasi vantaggio al Paese. Cosa ha fatto? Bho!

E Casini, e Di Pietro, e Bersani, e Vendola, e Bobo Maroni, e Bossi, la Padania e la foto di Vasto, eccetra, eccetra?
Ormai è déjà vu seriale, ripetitivo, quasi la limite del cattivo gusto. Da serial killer di provincia che dopo aver assassinato la sua vittima infierisce oltre ogni limite dell’umana decenza.

Se, dunque, come dice Nasbitt, “una società riesce ad avere un preoccupazione alla volta” sarebbe opportuno inventarcene altre.

Dovremmo preoccuparci della società quella fatta dalle persone, di come stia andando alla deriva senza più punti di riferimento. I giovani, l’imprenditorialità, le idee, i valori, la famiglia. Ma che fine ha fatto tutto questo nelle nostre preoccupazioni? Tutto viene dopo lo spread e dopo le “fregnacce” dei politicanti.

Poi ogni tanto arriva un Balotelli“, ci fa sognare per un paio di giorni, ci fa dimenticare un po’ tutto, scoppia evidente il bisogno di una boccata d’aria e poi di nuovo in questa apnea informativa in cui si sprecano i commenti ma non si sentono mai le soluzioni vere ai problemi.

Andrea Margutti

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  1. la santanchè dovrebbe stare solo zitta!!!! poi come se i problemi di quel partito fossero solo la minetti, stiamo freschi!!! minetti resisti che sei la più pulita degli altri, vogliamo parlare di formigoni? meglio di no vero? vogliamo parlare dei soldi e delle banche sempre alla santanche e a cicchitto? e nicole resisti!

  2. Ci stanno svendendo a quelli del gruppo Bilderberg, alle lobby amiche del nostro Presidente del Consiglio. Finiremo come la Grecia, schiavi dell’Europa. E’ tutto un progetto, basta con Berlusconi e Bersani e tutti, ci avete rotto i coglioni! Voterò Grillo e lo dico chiaro e tondo. Grazie per lo spazio e grazie per l’interessante articolo!

  3. l’ultima dichiarazione della Santanché – letta poco fa da Facci a “in Onda” – è: “nel Pdl è finita l’era delle Minetti”…mi auguro non sia iniziato quello delle Santanchè…(che poi..oddio..fino ad oggi cosa è stato il Pdl se non la corte dei miracoli???”)

    @olgettino: concordo, l’ultimo problema del Pdl è la Minetti. Stendiamo un velo pietoso su tutto il resto, sulle inchieste e i chiacchiericci…

    @giulio: grazie per i complimenti, personalmente non vedo oggi alternative credibili nel panorama politico, mi duole dirlo, ma è così!

  4. […] potere, reiterare se stesse. Una classe dirigente politica aristocratica, inamovibile, oligarchica. La democrazia trasformata in potere per investitura (anche ereditario in alcuni casi). Da eletti a nominati, partiti personali (o “ad […]

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