il radar

Le Olimpiadi il giorno dopo, austerity e cultura, Berlino e i “cyber bohémien”.

In cultura&arte, economia, estero, futuro, giovani, informazione, rassegna stampa on 14 agosto 2012 at 15:38

Le città sono deserte o semi-deserte, le spiagge al solito affollate (alla faccia della crisi). Il sottoscritto si gode qualche giorno ancora di meritata solitudine urbana poi partirà. Leggo molto, leggo molta stampa estera. Gli articoli che commento e segnalo sono tratti da PressEurope.

Le ultime settimane sono state una full immersion nelle Olimpiadi, l’evento è costato miliardi di euro, qualcuno dice che sono state un affare per Londra e la Gran Bretagna, per altri l’evento è stato prettamente televisivo senza portare lo sperato indotto sulla città di Londra.

I giochi valgono la candela? > articolo di “La Vaguardia/Barcellona”

La cosa è interessante per noi “italioti” per due ragioni: 1) tutti quelli che si affannano nella speranza che Expo 2015 porti soldi anche alla province e città intorno a Milano se ne facciano una ragione, non accadrà (ma ritornerò – prometto – sulla cosa in futuro…avendo visto altri expo qualcosa l’ho capita sul campo); 2) tutti quelli che hanno gridato allo scandalo per la rinuncia italiana (da parte di Monti) alle Olimpiadi romane si ricrederanno, quei soldi sarebbe meglio (ormai il condizionale non serve più!) spenderli in altro modo.

Finite le Olimpiadi si torna al lavoro > articolo di “The indipendent / Londra”

Ad esempio, parlando di austerity e di cultura, il nostro Bel Paese potrebbe vivere di cultura. Non capisco perché la politica nostrana, invece, si ostini a pensare che la ripresa possa partire sempre e solo da commercio e industria. A Como Sergio Gaddi ha mostrato coi numeri e i fatti come la cultura sia una industria, ma è stato criticato e osteggiato sia da destra che da sinistra, giustamente anche l’ignoranza vuole la sua “par-condicio.

Noi “italioti” abbiamo la fortuna (e la responsabilità) di possedere un patrimonio di luoghi, monumenti, opere d’arte che non ha eguali in tutto il mondo eppure non vogliamo investire seriamente in questo settore. Abbiamo ereditato tutto e ci va bene così. Pensate a cosa costa una Olimpiade, immaginate di investire la metà del budget – circa 8 miliardi di euro – nel patrimonio culturale italiano, il ritorno sarebbe in grado di coprire (diverse volte) l’investimento e regalarci qualche punto di Pil, proprio quei punti che disperatamente cerchiamo di ricavare dall’industria (che certamente va aiutata ma che certamente non ha – oggi – rispetto ad altri paesi concorrenti le medesime potenzialità che ha il settore culturale e turistico dove potremmo/dovremmo essere i numeri uno mondiali!).

Non ci sono i soldi > articolo di “El Paìs / Madrid”

Infine un articolo su Berlino, sui “cyber bohémien”, su come la capitale tedesca sia in grado di avere un “humus creativo diffuso, che ha ovviamente un costo (chiamiamolo correttamente investimento!); qualcuno si lamenta ma culturalmente Berlino – e gli esempi esteri sono moltissimi- rimane anni luce da Milano e dall’Italia. Da quelle parti si investe sui giovani da noi invece i giovani si sfruttano: nelle agenzie di comunicazione e pubblicità, negli studi di architetti e avvocati, nelle grandi aziende italiane e multinazionali, con contratti (quando ci sono) da fame. Poi non lamentiamoci se i migliori dei nostri giovani fuggono via, oltre confine, in Europa e Usa.

I “cyber-bohémien” di Berlino non vogliono lavorare > articolo di “Frankfurter Allgemeine Zeitung / Francoforte” 

Andrea Margutti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: