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Mario Monti: capro espiatorio della seconda Repubblica, o quasi.

In economia, elezioni, fermare il declino, futuro, giovani, Italia, politica on 4 settembre 2012 at 18:31

Non è affatto una apologia al Primo Ministro. Si tratta di una accusa alla politichetta della seconda Repubblica e all’agire dell’attuale Governo che è chiaro a tutti – anche agli osservatori esteri – si è lasciato impantanare nella “melma dei privilegi” e delle “caste italiote”.

Sembra ieri e sono passati vent’anni. Manipulite, il sipario sulla prima Repubblica, le speranze riposte nella nuova politica, l’imprenditore prestato alla politica, “sceso in campo”, il restyling della nuova sinistra, la Lega e la questione settentrionale. Quante nuove idee, quanti nuovi volti e voglia di rinnovamento. Persino dall’estero ci invidiavano. Invidiavano quello che avevamo fatto grazie alla magistratura, vedevano l’Italia svoltare, uscire forse una volta per tutte da quella melma di affarismo-lobbismo-gruppi di potere che la inchiodavano da anni sempre agli stessi problemi. E poi?

E poi, oggi col senno di poi, non è cambiato nulla, anzi!

Tutte quelle forze che si erano proclamate rinnovatrici non hanno fatto altro che, una volta conquistato e occupato il potere, reiterare se stesse. Una classe dirigente politica aristocratica, inamovibile, oligarchica. La democrazia trasformata in potere per investitura (anche ereditario in alcuni casi). Da eletti a nominati, partiti personali (o “ad personam”), spartizione delle poltrone, lotizzazione degli enti e delle aree di interesse, e tutto il peggio della prima Repubblica tangenti e corruzione comprese.

“Quelli della seconda Repubblica”, inoltre, hanno saputo fare peggio. Con una classe politica dirigente – a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale – spesso (davvero troppo spesso) inadeguata al ruolo apicale della pubblica amministrazione che ricopriva. Personaggi  – “ominicchi e quaquaraquà” direbbe Sciascia – che hanno amministrato questo Paese da nord a sud, dal centro alla periferia in modo generalmente insufficiente alle sfide che questo nuovo corso si era prefissato di vincere (cercando nemmeno di affrontarle e ridimensionarle).

Molti leader politici (locali e nazionali) sono diventati tali e sono riusciti quasi ininterrottamente per vent’anni a mantenere il potere perché “giganti tra nani”. Così il ricambio non c’è mai stato, lo slancio iniziale si è cristallizzato e il panorama politico e di governo si è costellato di signorie e latifondi di potere e interressi fossilizzati a difendere i propri privilegi o i privilegi di altri gruppi di interesse parassitari.

Ebbene oggi, dopo vent’anni, sembra che tutte queste colpe ricadano su un uomo, Mario Monti. Ho già detto – lo ripeto – questa non è una apologia; si chiamasse Monti o Paperino poco importerebbe. Succede (è successo) che la politica, questa politica, gli eletti (meglio sarebbe dire i nominati) del popolo si sono fatti da parte per i tecnici nominati dalle istituzioni. La democrazia svuotata che accetta la tecnocrazia.

Tutti i mali non vengono per nuocere, però. Così al governo dei professori i politici inaffidabili e falliti, che hanno condotto una politica fallimentare e vuota di iniziativa e rinnovamento per vent’anni (con responsabilità equamente divise tra destra e sinistra), hanno ben pensato di scaricare tutte le colpe.

Settembre è periodo di “esami di riparazione”, un parallelo è divertente: lo studente che non ha fatto nulla per mesi e anni, che deve “riparare” matematica, latino, storia, italiano, filosfia e chimica che si arrabbia (e ovviamente scarica la colpa) con gli insegnanti di ripetizione perché il tempo e poco, rischia la bocciatura e comunque non vuole rinunciare alle vacanze. Ma cosa ha fatto durante l’anno scolastico?

Il politico italiano “non sa bene a chi dare ragione ma di sicuro sa sempre a chi conviene dare la colpa“.

E così vent’anni se ne sono andati tra “berlusconismo” e “anti-berlusconismo”, leghismo, casta e “sindacalesimo”; i problemi del Paese, invece, non venivano presi in considerazione dal alcuna agenda di Governo.

Dopo vent’anni di proposte di legge e riforme, si chiede ancora una legge sulle interecettazioni: ma cosa hanno fatto tutto questo tempo? E il conflitto di interessi? Mai affrontato per ragioni bi-partisan? Sono stati capaci di restare in Parlamento fino a notte fonda mentre l’opinione pubblica era tutta concentrata sul caso di Eluana Englaro e poi? Ancora oggi non si è definito nulla – o ci sono ancora molti dubbi – su eutanasia e accanimento terapeutico. Una volta calato l’interesse il Parlamento ha di meglio da fare.

Quindi è colpa di Monti e dei tecnici su tutto quanto e su tutto il resto: le tasse mai diminuite in vent’anni; una riforma della fiscalità mai affrontata, sono stati solo capaci di fare lo scudo fiscale per prendere in giro tutti coloro che le tasse le avevano pagate davvero e con aliquote decine di volte superiori.

L’impresa e lo sviluppo economico? Non pervenuti. Siamo ancora un Paese che corre dietro all’industria automobilistica (capace di andare avanti – da noi – solo con aiuti di Stato). Siamo stati capaci di mettere in ginocchio migliaia di imprese (e le centinaia di migliaia di posti di lavoro) del settore delle energie rinnovabili: settore in cui potremmo primeggiare a livello mondiale per innovazione, ricerca, idee e prodotti con tutti i positivi risvolti occupazionali conseguenti.

La pubblica amministrazione che è ancora un carrozzone costoso, in molti casi serbaotio di clientele, con sacche di inefficienza profonda e radicate, che costa soldi e tempo a cittadini e imprenditori. Nessuno in vent’anni è riuscito a fare nulla o ha voluto fare qualcosa. Solo operazioni di facciata.

E cosa dire riguardo a sanità e scuola? Oppure vogliamo farci qualche “risata” su questioni come farmaci, taxi e Alitalia? E poi: ambiente, arte, trasporti, infrastrutture, energia, televisioni, ricerca, nuove tecnologie, internet e banda larga, imprenditoria giovanile, accesso dei giovani al lavoro, legge elettorale, ecc. ecc.

Ma insomma dov’erano i politici della seconda Repubblica negli ultimi vent’anni? Ora la colpa è di Monti, certo, il “capro espiatorio”.

Certamente, poi, l’azione di questo Governo non è stata brillante e in questo lo contesto aspramente. Mi aspettavo una guida più svincolata dalle preoccupazioni legate al “consenso prima di tutto. Ritenevo che questo esecutivo fosse in grado (o avesse l’intenzione) di “andare giù duro” contro tutte le caste, contro tutti i nodi e i gangli dei privilegi. Contro le banche, certo modo di essere “sindacati”, certa industria, i monopoli e gli oligopoli. Come può accadere sempre e solo in Italia che i tassisti riescano a far cambiare idea ad un Governo? Perché ci sono ancora “caste intoccabili”: farmacisti, notai, avvocati, lavoratori pubblici, politici, ecc. ecc.? (L’elenco è lungo!).

Perché questi falliti che siedono in Parlamento hanno ancora il diritto di mettere le catene all’azione di Governo, influenzandola in base a interessi di parte?

Un anno di Monti e tutti questi inetti si sono rifatti la verginità e ora sono pronti per la corsa alle elezioni, devono solo decidere quale sarà la legge elettorale a loro più congeniale, in questo si faranno aiutare dai sondaggi e da qualche stratega-manovratore. Così avremo un’altra ammucchiata che “garantirà la governabilità del Paese“, ovvero di un’Italia paese dei “privilegi acquisiti” e sicuramente “non un Paese per giovani” o per idee nuove.

Andrea Margutti

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  1. Condivido il suo punto di vista, è una critica giusta alla classe politica e al governo Monti. Non capisco, invece, come lei non condivida la posizione di Grillo e del Movimento 5 Stelle. Mi riferisco ad altri suoi articoli molto duri contro Grillo. Lei sbaglia è l’unica speranza che ci rimane in Italia siamo alla frutta. Spero si ricreda perchè la sua analisi e altri suoi articoli li ritengo molto belli. Davvero non capisco ma rispetto i suoi punti di vista. Cordialmente. Giuseppe da Modena.

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