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Archive for the ‘politica’ Category

Elezioni Usa: analisi del voto, mappe riassuntive e rassegna stampa europea

In elezioni, estero, politica, rassegna stampa on 10 novembre 2012 at 16:01

Elezioni Presidenziali Usa 2012 la sfida tra Obama e Romney. Di seguito sono consultabili mappe elettorali degli Stati Uniti, analisi e commenti sul voto, oltre ad una significativa rassegna stampa europea.

Il post è “corposo” un breve indice:
> analisi del voto e mappe elettorali (contee, stati, stati rappresentati in base ai “voti elettorali”, cambiamento del voto “democratici-repubblicani” rispetto al 2008, contea di Miami Dade Florida, contea di Cuyahoga Ohio, Stati Uniti e quantificazione del vantaggio Obama vs Romney, contea di Los Angeles California, contea di Cook/Chicago Illinois, Bronx/New York, New York area, un grafico dell’attività di invito al voto da parte di utenti Facebook, il voto diviso per etnie e religioni, infine una “provocatoria”  mappa degli Stati Uniti alla vigilia della Guerra Civile (stati pro e contro la schiavitù);

> in seguito alcuni passaggi del commento di Luigi Zingales pubblicato sul Sole 24 Ore;

> in coda al post – ma non meno importante – troverete una variegata rassegna stampa europea.
Buona lettura.

La sensazione, dopo aver passato una notte snocciolando numeri, è stata quella di aver assistito ad una partita a scacchi tra Obama e Romney in cui ha vinto chi ha saputo aggiudicarsi i “pezzi migliori” della scacchiera elettorale. Nelle previsioni di voto ero stato molto cauto prefigurando tre scenari favorevoli a Obama ma con vittorie più “risicate” rispetto al risultato ufficiale. Il serrato testa a testa ha confermato in parte le previsioni. Queste elezioni sono state lo scontro tra la strategia elettorale e di comunicazione democratica e repubblicana. Budget stellari (6 miliardi di dollari!) per spot, eventi, comunicazione on-line e off-line. Una battaglia combattuta voto per voto, città per città, contea per contea. Una partita iniziata 4 anni fa, alla prima elezione di Obama alla Casa Bianca.

Obama ha ottenuto una vittoria netta a livello di voti elettorali, 303 contro i 206 di Romney (i 29 della Florida sono attualmente ancora non assegnati ma porterebbero lo score finale a 332, comunque lontano dal risultato della prima elezione). Nel 2008 Obama aveva ottenuto 365 voti contro i 173 del suo rivale McCain. Rispetto al 2008 e rispetto a McCain, Romney se è verò che non ha saputo vincere è altrettanto vero che è riuscito a guadagnare 33 voti in più. Se guardiamo la mappa elettorale delle contee  – qui sotto – salta subito all’occhio il rosso che indica le contee in cui il repubblicano Romney ha ottenuto la maggioranza (rispetto alle meno numerose di colre blu, democratiche).

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Elezioni Usa 2012, Obama vs Romney, le mie previsioni.

In estero, futuro, informazione, politica on 6 novembre 2012 at 21:01

Sarà il fascino della diretta notturna, il prestigio della Casa Bianca, la sfida a quell’icona chiamata Obama che quattro anni fa fece letteralmente sognare il mondo. Stasera, però, come sono solito fare ogni 4 anni da Clinton in poi, seguirò l’assegnazione dei voti elettorali per la nomina del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America.

Ho letto molte previsioni, analisi sulle intezioni di voto, opinioni di questa o quell’area della società americana a favore dello sfidante Romney piuttosto che del Presidente Obama.

Su tutti vorrei segnalare alcuni articoli:
L’America guarda altrovedi Bernard Guetta. A prescindere dal risultato delle presidenziali, l’interesse degli Stati Uniti per il vecchio continente è destinato a calare. Il futuro degli equilibri mondiali si gioca nei paesi emergenti, e anche l’Europa dovrà rivolgersi a est;

Tra Obama e Romney votiamo per noi” di Mario Platero. Il risultato delle elezioni del 6 novembre non cambierà molto nei rapporti transatlantici: il riavvicinamento con gli Stati Uniti dipende soprattutto dalla capacità dell’Europa di tirarsi fuori dalla crisi;

The Choice” L’enorsement a Obama da parte degli editori di “The New Yorker“.

Di seguito utilizzando la mappa interattiva del New York Times ho ipotizzato tre  scenari di voto.

1) Vittoria sul filo di lana per Obama: Obama perde Florida, Ohio e Wisconsin ma riesce a confermarsi in Iowa, Colorado, Virginia e New Hempshaire. Risultando eletto con avrà 275 voti contro i 263 di Romney.

2) Vittoria di misura per Obama: i democratici perdono Florida, Nevada e Colorado ma riescono a tenere in Ohio, Wisconsin, Iowa, Virginia e New Hempshaire. Con margine maggiore ovvero 288 voti su 250 Romney, Obama diventerebbe il 45° Presidente degli Stati Uniti.

3) Vantaggio per Romney con 10 voti “to close to call”: i democratici perdono Florida, Nevada, Ohio e Colorado dando ai repubblicani 268 voti. Riescono a tenere in Wisconsin e Virginia. Obama avrebbe 260 voti con due stati New Hempshaire e Iowa che dovrebbero portare i 10 voti per vincere al fotofinish per 270 a 268.

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Il “caso Albertini” e la base di Fermare il Declino.

In elezioni, fermare il declino, noise from amerika, politica on 1 novembre 2012 at 13:35

Di seguito un messaggio che ho recapitato questa mattina, quasi come uno spammer professionista, nelle caselle di Oscar Giannino, Luigi Zingales, Michele Boldrin, Carlo Stagnaro, Alessandro De Nicola, Massimo Famularo, Davide Grignani, Flavio Pasotti, Maricla Pennisi e Gianbattista Rosa. Serata movimentata? Mangiato pesante? Chi sono costoro? Qualche nome già, sicuramente, lo conoscete. Si tratta in buona sostanza dei promotori di Fermare il Declino e dei riferimenti regionali lombardi di questa nascente forza politica ( in fondo è quello che siamo).

Ho scritto loro sulla “questione Albertini” di seguito riporto il testo della mail – molto stringata e senza fronzoli inutili – inviata a Giannino.

Buongiorno Oscar, mi permetto subito il “tu” (ci siamo conosciuti domenica scorsa a Varese),

prima di tutto grazie ancora per avermi(ci) dato la speranza, ma veniamo subito al perchè della mia mail: caso Albertini e base FID.

Molto brevemente e telegraficamente il mio pensiero (inutile che mi dilunghi oltre nelle spiegazioni):
per quanto mi riguarda sulla questione Albertini il mio è un secco NO; se vogliamo essere il nuovo dobbiamo stare lontani anni luce dalla politica, Albertini certamente non è il nuovo che avanza ma una foglia di fico” per il vecchio.

A Varese l’altra sera, nel corso della riunione settimanale, su 50 militanti (molti – tra cui il sottoscritto – rappresentavano anche gruppi locali più o meno numerosi), pieni di sincero entusiasmo, la sola idea di andare con Albertini segava le gambe alla maggioranza assoluta (non relativa) dei presenti. Il nostro è stato un NO secco a questa “collusione e annacquamento con il passato”.

Quello che vorrei portare alla tua attenzione (e alla attenzione dei vertici regionali e nazionali) è, anche, l’intenso dibattito che in questi giorni (ore) si sta scatenando in rete. Ci sono anche – è vero – i fautori della linea Albertini: il più delle volte per “non consegnare la regione in mano ai rossi” – leitmotiv che ci hanno suonato negli ultimi 20 anni per giustificare la politica che, purtroppo, ben conosciamo..; altre volte stare con Albertini è un modo per dare visisbilità a FID; altre ancora perchè in fondo è una brava persona (ci mancherebbe!).

Molti, però, e penso sia solo la punta dell’iceberg, sono i fautori della linea “meglio soli che male accompagnati”; Albertini sarebbe il “peccato originale” per un movimento che vuole simboleggiare il nuovo lontano dalla vecchia politica, dalla partitocrazia e da tutto ciò che di pessimo abbiamo dovuto subire e sopportare negli ultimi “vent’anni”. Leggi il seguito di questo post »

Berlusconi e il “berlusconismo”, la fine di un’era.

In elezioni, Italia, politica on 25 ottobre 2012 at 18:09

Era il 29 febbraio quando leggevo su Vanity Fair un articolo di Enrico Mentana. L’avevo dimenticato, poi facendo ordine proprio ieri, guarda caso mentre Berlusconi dichiarava il suo “passo indietro per amore dell’Italia”, eccolo spuntare tra le carte. L’ho trovato on-line e lo posto di seguito.

Erano i giorni della prescrizione Berlusconi al processo Mills, era finalmente chiaro a tutti che  si era chiusa l’era del “bipolarismo feroce” con la sconfitta di entrambe le parti, e il fallimento della politica.

C’è un passo che – a mio parere – é importante per capire e immaginare quello che sta per capitare (e sta già capitando) nel PDL e in tutta quell’area: La guerra l’hanno persa tutti. Il governo Monti sta dimostrando, senza essere composto da una banda di fenomeni, alcune scomode ma evidenti verità. Che chiunque rischia di essere meglio dei predecessori. Che SI POSSONO FARE IN POCHI MESI RIFORME RITENUTE IMPOSSIBILI PER ANNI. Che si può vivere, e bene, senza le urla o le dietrologie infinite. E alla fine che si può buttare via l’acqua sporca di tanti partiti che sotto l’etichetta hanno ben poco, e sono solo comitati elettorali per la ri-nomina dei soliti noti

Buona lettura o ri-lettura.

Mi ricorda una battuta pubblicata (credo) sul sito Spinoza.it, secondo cui la caduta di Berlusconi era stata come l’esame di maturità: l’aspetti per tanti anni, sogni la liberazione dall’incubo e poi, quando succede, dal giorno dopo non sai più che fare.

È finita una stagione della nostra vita. Siamo entrati nel post-berlusconismo e ce ne accorgiamo dalle nostre stesse reazioni a fatti che «prima» avrebbero provocato la solita doppia reazione di massa. Così è stato per la fine del processo Mills: ferma restando ogni considerazione fatta in passato su leggi ad personam e dintorni, potrei dire che quel processo era andato politicamente in prescrizione nel novembre scorso, la sera in cui il Cavaliere era salito a dimettersi al Quirinale. Se non siamo ipocriti dobbiamo ammettere che è così, e che a lungo abbiamo vissuto non solo le vicende pubbliche, ma quelle di ogni altro versante della realtà, dallo sport alla cronaca nera, come munizioni della guerra politica. Una Guerra dei Vent’Anni. Leggi il seguito di questo post »

Malpensa & Linate, Expo 2015.

In città&territorio, cultura&arte, economia, Italia, politica, società on 10 settembre 2012 at 18:29

Ieri al Forum di Cernobbio è stato reso noto uno studio che dimostra come Linate abbia cannibalizzato Malpensa e come quest’ultima abbia potenzialità ancora inespresse o adirittura negate (Pil e indotto ringraziano). Parlando di Malpensa aggiungo una breve considerazione su Expo 2015 e sul fiorire di comitati per la promozione di “questo e quello”.

Il progetto “Grande Malpensa” è stato presentato nei primi anni ’70 e poi successivamente aggiornato a metà degli anni ’80 (utile link per approfondire la storia dello scalo). Lo conosco bene, in casa mio padre – tra i consulenti che lo hanno redatto – mi mostrava studi macro-economici, mappe che evidenziavano i “coni di rumore”, mi parlava di questa “grande opportunità per il nostro territorio e per il Paese in termini economici e culturali”.

Nel mentre gli amministratori locali sembravano non interessati o distratti: i sindaci – ma la colpa non è solo loro ma anche di Provincia e Regione – continuavano a consentire costruzioni intorno all’aeroporto. Si giunse così alle assurde (e pilotate) manifestazioni degli anni ’90 contro l’aeroporto che per magia si era materializzato nei giardini delle case con gli aerei che – bufala delle bufale – scoperchiavano le tegole dai tetti.

Poi venne il tempo della gara vinta in zona recupero – all’italiana – per terminare la superstrada entro i termini concordati con l’Europa. Poi l’era “padano centrica” e poi la crisi di Alitalia.

Ebbene oggi dopo tutta questa politica incapace di proteggere gli interessi nazionali e locali (stendendo un velo pietoso sulla Lega che  su Malpensa ha detto e fatto “tutto e il contrario di tutto” e in sintesi “un bel niente“) è bello leggere in un rapporto “Dream country, Dream city, Dream present: la gestione intelligente delle infrastrutture di trasporto aereo” quello che tutti gli addetti ai lavori già sapevano e pensavano! Leggi il seguito di questo post »

Mario Monti: capro espiatorio della seconda Repubblica, o quasi.

In economia, elezioni, fermare il declino, futuro, giovani, Italia, politica on 4 settembre 2012 at 18:31

Non è affatto una apologia al Primo Ministro. Si tratta di una accusa alla politichetta della seconda Repubblica e all’agire dell’attuale Governo che è chiaro a tutti – anche agli osservatori esteri – si è lasciato impantanare nella “melma dei privilegi” e delle “caste italiote”.

Sembra ieri e sono passati vent’anni. Manipulite, il sipario sulla prima Repubblica, le speranze riposte nella nuova politica, l’imprenditore prestato alla politica, “sceso in campo”, il restyling della nuova sinistra, la Lega e la questione settentrionale. Quante nuove idee, quanti nuovi volti e voglia di rinnovamento. Persino dall’estero ci invidiavano. Invidiavano quello che avevamo fatto grazie alla magistratura, vedevano l’Italia svoltare, uscire forse una volta per tutte da quella melma di affarismo-lobbismo-gruppi di potere che la inchiodavano da anni sempre agli stessi problemi. E poi?

E poi, oggi col senno di poi, non è cambiato nulla, anzi!

Tutte quelle forze che si erano proclamate rinnovatrici non hanno fatto altro che, una volta conquistato e occupato il potere, reiterare se stesse. Una classe dirigente politica aristocratica, inamovibile, oligarchica. La democrazia trasformata in potere per investitura (anche ereditario in alcuni casi). Da eletti a nominati, partiti personali (o “ad personam”), spartizione delle poltrone, lotizzazione degli enti e delle aree di interesse, e tutto il peggio della prima Repubblica tangenti e corruzione comprese. Leggi il seguito di questo post »

Grillo, l’Ecuador, Assange e i cerchi nel grano.

In blogger, informazione, Italia, politica, rassegna stampa on 1 settembre 2012 at 18:53

Chi farà “la tara” a Grillo? E’ una richiesta!

Fino a quando di mestiere faceva il comico lo ascoltavi, ci credevi, e – se quello che diceva ti sembrava una “assurdità” – al massimo ti facevi una risata e rimanevi tranquillamente nel dubbio. Oggi, invece, la cosa è diversa. Vuole mandare i suoi uomini a governare l’Italia, quindi sarà bene che qualcuno inizi a “spulciare” tra le sue dichiarazioni a senso unico dicendoci su quali e quante “castronerie” si è fondato il “sistema-Grillo“.

Si rifiuta di parlare con il giornalista di “Piazza Pulita” : “Non siete i miei media”, si limita a dire all’inviato Gaetano Pecoraro. Il giornalista del programma di Corrado Formigli obietta che selezionare i media ai quali rispondere non è propriamente un comportamento democratico. “Invece io il mio media me lo scelgo”, continua il leader del Movimento cinque stelle, “ho il mio blog e quello che dovremo dire lo scriveremo online”.

Però! Democratico, non teme il confronto, non teme che qualcuno gli faccia”la tara”!

Nel suo intervento (potete vederlo nel seguito del video) cita un post pubblicato sul suo blog. Il post non è suo ma è preso da un altro blog che a sua volta non cita fonti. O meglio. Cita tutto e tutti ma non si capisce come si giunga a determinate conclusioni dopo l’analisi della mole (davvero immensa) di documentazione. E’ un sentito dire, da ipotesi di complotto. Il post è scritto bene (è forse uno dei pochi che sono riuscito a leggere sul blog di Grillo..e infatti non è suo), ha una sua logica, ma, ripeto, come si giunge a tutte quelle conclusioni? Leggi il seguito di questo post »

Elezioni 2013: regole “ad hoc”

In elezioni, Italia, politica on 29 agosto 2012 at 14:43

L’estate delle nuove intese, delle manovre e delle coalizioni, dello spread e della nuova legge elettorale si è chiusa con un sostanziale “nulla di fatto“. Mentre Bersani mostra al suo popolo un po’ di virilità attaccando Grillo, mentre Ferrara ospite da Mentana si “incazza” con Travaglio, mentre Berlusconi torna (perché anche Batman è tornato!), mentre il governo dei tecnici annaspa nell’Italia delle lobby e delle corporazioni, mentre tutto questo accade, qualcosa di più scandaloso è sotto gli occhi di tutti: la prossima, futura, sciagurata legge elettorale.

Inizio già con convinzione (e rassegnazione) ad etichettarla negativamente poiché dalle premesse – e quello che sta seguendo negli articolati e arzigogolati accordi tra le parti per la definizione delle regole elettorali – questo sarà probabilmente uno dei momenti più vergognosi che le cronache della politica (di cortile) ricorderanno.

L’impressione è che le alleanze e la legge elettorale, o meglio la legge elettorale e le alleanze vadano di pari passo.

E’ come se i club di calcio all’inizio del campionato decidessero in base ai giocatori e alle squadre con quali regole giocare il campionato: ho giocatori troppo bassi in difesa quindi aboliamo i gol di testa su calcio d’angolo oppure ho giocatori che non riescono a correre troppo a lungo quindi avviciniamo un po’ le porte. I club direbbero: “vogliamo garantire lo spettacolo ai nostri tifosi“. I politici dicono: “vogliamo garantire la governabilità al Paese“. Leggi il seguito di questo post »

Berlusconi ci prova di nuovo

In elezioni, Italia, politica on 17 agosto 2012 at 11:21

Articolo di Birgit Schönau tratto da Zeit on-line: “Er will noch mal”. Kann Silvio Berlusconi wieder Ministerpräsident werden? Die Aussichten für Populisten sind gut, aber er ist nicht der einzige Profiteur der Krise. Traduzione di Italia dall’Estero.

Silvio Berlusconi può essere rieletto Presidente del Consiglio? Le prospettive per i populisti sono buone, ma l’ex premier non è l’unico ad approfittare della crisi.

L’indirizzo romano di Silvio Berlusconi è rimasto lo stesso: il 75enne ha ancora un appartamento in affitto nel barocco Palazzo Grazioli, che deve la sua cattiva fama alle feste sfarzose del padrone di casa. È da tempo però che non si sente più parlare di feste del genere. L’ultima notizia su Palazzo Grazioli riguardava invece una fermata dell’autobus che si trovava davanti all’abitazione di Berlusconi e che, apparentemente per motivi di sicurezza, era stata soppressa su richiesta dell’ex premier. Adesso la fermata è stata ripristinata e vi passano 17 linee dell’autobus. Un gesto simbolico: da quando Berlusconi si è dimesso nel novembre 2011 l’Italia sembra infatti essersi trasformata in un paese nuovo. Un paese in cui le parole di colui che una volta era l’uomo più potente non contano più, perché al posto dei populisti oggi al governo ci sono degli esperti senza legami di partito. Cosa che non piace affatto ad uno come Berlusconi. L’ex premier è già stato Presidente del Consiglio quattro volte e adesso ha annunciato che nel 2013 tenterà di farsi eleggere per la quinta volta. Leggi il seguito di questo post »

L’ayatollah Grillo sulle Olimpiadi: stia zitto!

In futuro, globalizzazione, informazione, Italia, politica, società on 6 agosto 2012 at 15:33

Stavo scrivendo alcune considerazioni sui nostri azzurri che, in un Paese catto-calcistico come il nostro, sembrano “figli di un dio minore“.

Poi arrivano le assurdità di Grillo sulle Olimpiadi. Come al solito la sua ragione sopra ogni cosa.

Spesso non ho condiviso i toni o le soluzioni proposte (quando si è preoccupato di proporle) ma mi ha trovato d’accordo sui problemi (corruzione, non eleggibilità di indagati o inquisiti, finanziamento dei partiti, sperpero delle risorse pubbliche, necessità di riformare il sistema, azzeramento di questa classe di politicanti inetti, ecc.).
Contro le Olimpiadi, però, ha sbattuto col muso!

Questo modo di pensare è limitato, auto-limitante e se imitato può portare a “tragedie” peggiori di quelle viste con i pasdaran padani o i berluscones in doppiopetto.

In corsivo e tra «virgolette» Grillo, in grassetto le mie considerazioni.

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Alfano e Brunetta scopiazzano – male – il programma di “fermare il declino”, sono alla frutta!

In elezioni, fermare il declino, futuro, Italia, noise from amerika, politica on 3 agosto 2012 at 23:54

Le proposte di fermare il declino attirano l’attenzione del Pdl. Così mentre nei primi 4 giorni di pubblicazione oltre 11.000 cittadini, tra cui il sottoscritto, firmano on-line il manifesto e le proposte per rilanciare il Paese, il duo Alfano-Brunetta pensa bene di copiarle e farle loro. Cercano goffamente di utilizzare gli ultimi scampoli di palcoscenico mediatico che ancora (mi piace sottolineare la congiunzione!) riescono ad elemosinare. Si dimostrano degni rappresentanti di quella politica che, senza più idee e incapace di rinnovarsi e rinnovare, cerca solo di conservare il potere e “mettere il cappello” su proposte – altrui – innovative e intelligenti senza nemmeno comprenderle. Come leggerete di seguito fanno solo una pessima figuraccia.

Pubblico per intero l’articolo di noise from amerika (sito che vi consiglio di leggere!).

Quelli che sbagliano anche quando copiano: il caso Alfano-Brunetta

Dove si commenta la raffazzonata scopizzatura del programma di fermare il declino da parte del PdL. Leggi il seguito di questo post »

Cambiare la Politica, fermare il declino,tornare a crescere

In economia, fermare il declino, futuro, giovani, Italia, politica, società on 30 luglio 2012 at 19:44

“Dobbiamo fermare il declino italiano, di cui la crisi finanziaria è solo un’aggravante”. Qualcuno con le idee chiare ancora c’è. Di seguito il manifesto tratto da fermare il declino (promotori: Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales); buona lettura!

La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94 – tranne poche eccezioni individuali – ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente.

Per farlo deve generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale. Affinché l’interesse di chi lavora – o cerca di farlo, come i giovani e tante donne – diventi priorità bisogna smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese. I problemi odierni sono gli stessi di vent’anni fa, solo incancreniti: l’inefficienza dell’apparato pubblico e il peso delle tasse che lo finanziano stanno stremando l’Italia. Perdendo lavoro e aziende, migliaia di persone non sono più in grado di produrre e milioni di giovani non lo saranno mai. Leggi il seguito di questo post »

Se la pressione fiscale non bastasse esiste anche l’estorsione di Stato. Il danno e l’umiliazione degli onesti.

In economia, Italia, politica, società on 23 luglio 2012 at 17:06

Questo articolo è basato su fatti veri, verificabili. Sarò vago solo nell’identificare “il chi” e “il cosa” dell’attività oggetto della “verifica” fiscale, ma vi confermo – e sono pronto a provarlo – che si tratta di una storia vera.

L’attività di cui vi parlo fa parte dell’ampio settore dei servizi. Potrebbe essere una agenzia di assicurazioni, una agenzia di viaggi, una attività che fa da intermediaria offrendo – oltre al proprio servizio di consulenza – i servizi di una grande azienda.

Il genere di attività rende praticamente impossibile generare del “nero”. Oltretutto, vi posso assicurare certo di non poter essere confutato, le persone che gestiscono questa attività hanno una deontologia professionale e un senso del rispetto della legge molto marcato. E i fatti lo dimostrano.

L’attività, inoltre, fa lavorare 4 persone, costituendo per le rispettive famiglie una entrata importante. Come tutta l’Italia questa attività risente della crisi, non da quest’anno ma in genere da 3 o 4 anni, anche perchè il settore in cui opera era già stato investito da una crisi specifica.

Cosa succede e perché parlo di estorsione? Leggi il seguito di questo post »

L’informazione ai tempi dello “spread” e del “revival” politico seriale.

In economia, futuro, giovani, informazione, Italia, politica, rassegna stampa, società on 16 luglio 2012 at 18:18

“Una società – dice John Nasbitt – riesce ad avere una preoccupazione alla volta”, cosa abbiamo “scelto” in Italia?

Non passa giorno, da quasi un anno, che le aperture di tutti i telegiornali siano dedicate a notizie economiche. Conferenza stampa di Draghi, azione (o intento) della BCE, il G8 o il G20. Meeting vari tra i capi di stato europei, riunioni urgenti per la crisi o lo scudo anti-spread. Le quotazione dell’Euro, l’indice di Milano, quello di Parigi, Francoforte o Madrid. E ancora le elezioni in Grecia e le banche in Spagna. Il rating di Moody’s o quello di Standard&Poor’s. Leggi il seguito di questo post »

Berlusconi si ricandida: “torni a bordo, cazzo!”

In elezioni, futuro, Italia, politica on 12 luglio 2012 at 14:03

C’è davvero poco da aggiungere. La telefonata di De Falco a Schettino è ormai celebre. In quei giorni – quelle parole – furono indicate come la metafora dell’Italia e degli italiani, dalla stampa estera e soprattutto, visto che ci conosciamo bene, da noi tutti.

In molti lo sospettavano, in molti non avevano mai tirato completamente il sospiro di sollievo, qualcuno ci sperava ancora. Ebbene sì: il Cavaliere si era solo “allontanato”, era solo una “pausa di riflessione”. La storia d’amore con il suo elettorato, con i suoi sostenitori aveva bisogno di questa vacanza.

Alfano, mai veramente “sceso in campo”, rottamato con poche righe di agenzia. Berlusconi: «Gli imprenditori vogliono il mio ritorno». Alfano: «Berlusconi candidato? Sarò con lui» [Corriere della SeraLeggi il seguito di questo post »

Dopo Monti? Il nulla? Dove sono i partiti e la politica?

In elezioni, fermare il declino, Italia, politica on 10 luglio 2012 at 19:47

Da salvatore della patria a lobbista, da volto istituzionale apprezzato in Europa ad “aguzzino” degli italiani. Di Monti si è detto e si dice tutto e il contario di tutto. Sospendiamo il giudizio sul Primo Ministro per un momento e pensiamo al “dopo”.

Le grandi manovre sono già iniziate, forse i manovratori non hanno mai smesso di agire dietro le quinte.

Monti prima ammicca, poi smentisce, poi vedremo. Verrà candidato per dare continuità al progetto di risanamento? Francamente sembra intenzionato, oggi, a non voler lasciare il suo lavoro in mano alla politica populista. E’ da vedere se l’Italia lo voterà. Leggi il seguito di questo post »

Imu: nove virgola cinque miliardi. Non dimentichiamo di dire: “grazie Silvio”.

In città&territorio, economia, Italia, politica on 8 luglio 2012 at 12:38

Un paese, il nostro, con la memoria corta, anzi cortissima. Sempre pronti a dar contro a chi ci contraddice, sempre pronti ad applaudire chi ci fa sconti e regali. Siamo sempre pronti a tutto, anche a dimenticare.

Erano le scorse elezioni politiche. Eravamo in pieno “berlusconismo”, al cavaliere tutto era conscesso o quasi. Ecco il proclama elettorale, un regalo al popolino: abolire l’Ici sulla prima casa. Eravamo – ci raccontavano i barzellettieri – un Paese senza problemi, con i bilanci in ordine, ma quale recessione! Chi parlava di recessione era un “porta jella” e un “comunista”, anzi un “comunista porta sfiga”. Leggi il seguito di questo post »

Marchionne, la spending review e la padania

In economia, Italia, politica on 5 luglio 2012 at 14:21

Tre notizie che si sono avvicinate da lontano da tre direzioni diverse. Ieri erano “appaiate” su tutte le prime pagine, ronzeranno sugli schermi per qualche tempo e ci “spiegheranno” qualcosa. Ovvero?

Marchionne a luglio il pullover diventa scomodo.

Scherzi a parte, proviamo a metterci nei suoi panni. E’ vero che la cassaintegrazione alla Fiat l’abbiamo pagata diverse (un sacco) di volte; è vero che tutto in Italia (dal sistema dei trasporti, all’urbanistica delle città) è sempre stato fatto per favorire la civiltà dell’automobile; è vero che sono state fatte leggi per incentivare la rottamazione; è vero che tutte le volte che c’era crisi la Fiat nel mentre minacciava migliaia di licenziamenti portava a casa soldi dallo Stato; tutto vero, però? Adesso resettiamo l’orologio ad oggi 5 luglio. Leggi il seguito di questo post »