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Il “caso Albertini” e la base di Fermare il Declino.

In elezioni, fermare il declino, noise from amerika, politica on 1 novembre 2012 at 13:35

Di seguito un messaggio che ho recapitato questa mattina, quasi come uno spammer professionista, nelle caselle di Oscar Giannino, Luigi Zingales, Michele Boldrin, Carlo Stagnaro, Alessandro De Nicola, Massimo Famularo, Davide Grignani, Flavio Pasotti, Maricla Pennisi e Gianbattista Rosa. Serata movimentata? Mangiato pesante? Chi sono costoro? Qualche nome già, sicuramente, lo conoscete. Si tratta in buona sostanza dei promotori di Fermare il Declino e dei riferimenti regionali lombardi di questa nascente forza politica ( in fondo è quello che siamo).

Ho scritto loro sulla “questione Albertini” di seguito riporto il testo della mail – molto stringata e senza fronzoli inutili – inviata a Giannino.

Buongiorno Oscar, mi permetto subito il “tu” (ci siamo conosciuti domenica scorsa a Varese),

prima di tutto grazie ancora per avermi(ci) dato la speranza, ma veniamo subito al perchè della mia mail: caso Albertini e base FID.

Molto brevemente e telegraficamente il mio pensiero (inutile che mi dilunghi oltre nelle spiegazioni):
per quanto mi riguarda sulla questione Albertini il mio è un secco NO; se vogliamo essere il nuovo dobbiamo stare lontani anni luce dalla politica, Albertini certamente non è il nuovo che avanza ma una foglia di fico” per il vecchio.

A Varese l’altra sera, nel corso della riunione settimanale, su 50 militanti (molti – tra cui il sottoscritto – rappresentavano anche gruppi locali più o meno numerosi), pieni di sincero entusiasmo, la sola idea di andare con Albertini segava le gambe alla maggioranza assoluta (non relativa) dei presenti. Il nostro è stato un NO secco a questa “collusione e annacquamento con il passato”.

Quello che vorrei portare alla tua attenzione (e alla attenzione dei vertici regionali e nazionali) è, anche, l’intenso dibattito che in questi giorni (ore) si sta scatenando in rete. Ci sono anche – è vero – i fautori della linea Albertini: il più delle volte per “non consegnare la regione in mano ai rossi” – leitmotiv che ci hanno suonato negli ultimi 20 anni per giustificare la politica che, purtroppo, ben conosciamo..; altre volte stare con Albertini è un modo per dare visisbilità a FID; altre ancora perchè in fondo è una brava persona (ci mancherebbe!).

Molti, però, e penso sia solo la punta dell’iceberg, sono i fautori della linea “meglio soli che male accompagnati”; Albertini sarebbe il “peccato originale” per un movimento che vuole simboleggiare il nuovo lontano dalla vecchia politica, dalla partitocrazia e da tutto ciò che di pessimo abbiamo dovuto subire e sopportare negli ultimi “vent’anni”. Leggi il seguito di questo post »

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Berlusconi e il “berlusconismo”, la fine di un’era.

In elezioni, Italia, politica on 25 ottobre 2012 at 18:09

Era il 29 febbraio quando leggevo su Vanity Fair un articolo di Enrico Mentana. L’avevo dimenticato, poi facendo ordine proprio ieri, guarda caso mentre Berlusconi dichiarava il suo “passo indietro per amore dell’Italia”, eccolo spuntare tra le carte. L’ho trovato on-line e lo posto di seguito.

Erano i giorni della prescrizione Berlusconi al processo Mills, era finalmente chiaro a tutti che  si era chiusa l’era del “bipolarismo feroce” con la sconfitta di entrambe le parti, e il fallimento della politica.

C’è un passo che – a mio parere – é importante per capire e immaginare quello che sta per capitare (e sta già capitando) nel PDL e in tutta quell’area: La guerra l’hanno persa tutti. Il governo Monti sta dimostrando, senza essere composto da una banda di fenomeni, alcune scomode ma evidenti verità. Che chiunque rischia di essere meglio dei predecessori. Che SI POSSONO FARE IN POCHI MESI RIFORME RITENUTE IMPOSSIBILI PER ANNI. Che si può vivere, e bene, senza le urla o le dietrologie infinite. E alla fine che si può buttare via l’acqua sporca di tanti partiti che sotto l’etichetta hanno ben poco, e sono solo comitati elettorali per la ri-nomina dei soliti noti

Buona lettura o ri-lettura.

Mi ricorda una battuta pubblicata (credo) sul sito Spinoza.it, secondo cui la caduta di Berlusconi era stata come l’esame di maturità: l’aspetti per tanti anni, sogni la liberazione dall’incubo e poi, quando succede, dal giorno dopo non sai più che fare.

È finita una stagione della nostra vita. Siamo entrati nel post-berlusconismo e ce ne accorgiamo dalle nostre stesse reazioni a fatti che «prima» avrebbero provocato la solita doppia reazione di massa. Così è stato per la fine del processo Mills: ferma restando ogni considerazione fatta in passato su leggi ad personam e dintorni, potrei dire che quel processo era andato politicamente in prescrizione nel novembre scorso, la sera in cui il Cavaliere era salito a dimettersi al Quirinale. Se non siamo ipocriti dobbiamo ammettere che è così, e che a lungo abbiamo vissuto non solo le vicende pubbliche, ma quelle di ogni altro versante della realtà, dallo sport alla cronaca nera, come munizioni della guerra politica. Una Guerra dei Vent’Anni. Leggi il seguito di questo post »

Mario Monti: capro espiatorio della seconda Repubblica, o quasi.

In economia, elezioni, fermare il declino, futuro, giovani, Italia, politica on 4 settembre 2012 at 18:31

Non è affatto una apologia al Primo Ministro. Si tratta di una accusa alla politichetta della seconda Repubblica e all’agire dell’attuale Governo che è chiaro a tutti – anche agli osservatori esteri – si è lasciato impantanare nella “melma dei privilegi” e delle “caste italiote”.

Sembra ieri e sono passati vent’anni. Manipulite, il sipario sulla prima Repubblica, le speranze riposte nella nuova politica, l’imprenditore prestato alla politica, “sceso in campo”, il restyling della nuova sinistra, la Lega e la questione settentrionale. Quante nuove idee, quanti nuovi volti e voglia di rinnovamento. Persino dall’estero ci invidiavano. Invidiavano quello che avevamo fatto grazie alla magistratura, vedevano l’Italia svoltare, uscire forse una volta per tutte da quella melma di affarismo-lobbismo-gruppi di potere che la inchiodavano da anni sempre agli stessi problemi. E poi?

E poi, oggi col senno di poi, non è cambiato nulla, anzi!

Tutte quelle forze che si erano proclamate rinnovatrici non hanno fatto altro che, una volta conquistato e occupato il potere, reiterare se stesse. Una classe dirigente politica aristocratica, inamovibile, oligarchica. La democrazia trasformata in potere per investitura (anche ereditario in alcuni casi). Da eletti a nominati, partiti personali (o “ad personam”), spartizione delle poltrone, lotizzazione degli enti e delle aree di interesse, e tutto il peggio della prima Repubblica tangenti e corruzione comprese. Leggi il seguito di questo post »

Elezioni 2013: regole “ad hoc”

In elezioni, Italia, politica on 29 agosto 2012 at 14:43

L’estate delle nuove intese, delle manovre e delle coalizioni, dello spread e della nuova legge elettorale si è chiusa con un sostanziale “nulla di fatto“. Mentre Bersani mostra al suo popolo un po’ di virilità attaccando Grillo, mentre Ferrara ospite da Mentana si “incazza” con Travaglio, mentre Berlusconi torna (perché anche Batman è tornato!), mentre il governo dei tecnici annaspa nell’Italia delle lobby e delle corporazioni, mentre tutto questo accade, qualcosa di più scandaloso è sotto gli occhi di tutti: la prossima, futura, sciagurata legge elettorale.

Inizio già con convinzione (e rassegnazione) ad etichettarla negativamente poiché dalle premesse – e quello che sta seguendo negli articolati e arzigogolati accordi tra le parti per la definizione delle regole elettorali – questo sarà probabilmente uno dei momenti più vergognosi che le cronache della politica (di cortile) ricorderanno.

L’impressione è che le alleanze e la legge elettorale, o meglio la legge elettorale e le alleanze vadano di pari passo.

E’ come se i club di calcio all’inizio del campionato decidessero in base ai giocatori e alle squadre con quali regole giocare il campionato: ho giocatori troppo bassi in difesa quindi aboliamo i gol di testa su calcio d’angolo oppure ho giocatori che non riescono a correre troppo a lungo quindi avviciniamo un po’ le porte. I club direbbero: “vogliamo garantire lo spettacolo ai nostri tifosi“. I politici dicono: “vogliamo garantire la governabilità al Paese“. Leggi il seguito di questo post »

Berlusconi ci prova di nuovo

In elezioni, Italia, politica on 17 agosto 2012 at 11:21

Articolo di Birgit Schönau tratto da Zeit on-line: “Er will noch mal”. Kann Silvio Berlusconi wieder Ministerpräsident werden? Die Aussichten für Populisten sind gut, aber er ist nicht der einzige Profiteur der Krise. Traduzione di Italia dall’Estero.

Silvio Berlusconi può essere rieletto Presidente del Consiglio? Le prospettive per i populisti sono buone, ma l’ex premier non è l’unico ad approfittare della crisi.

L’indirizzo romano di Silvio Berlusconi è rimasto lo stesso: il 75enne ha ancora un appartamento in affitto nel barocco Palazzo Grazioli, che deve la sua cattiva fama alle feste sfarzose del padrone di casa. È da tempo però che non si sente più parlare di feste del genere. L’ultima notizia su Palazzo Grazioli riguardava invece una fermata dell’autobus che si trovava davanti all’abitazione di Berlusconi e che, apparentemente per motivi di sicurezza, era stata soppressa su richiesta dell’ex premier. Adesso la fermata è stata ripristinata e vi passano 17 linee dell’autobus. Un gesto simbolico: da quando Berlusconi si è dimesso nel novembre 2011 l’Italia sembra infatti essersi trasformata in un paese nuovo. Un paese in cui le parole di colui che una volta era l’uomo più potente non contano più, perché al posto dei populisti oggi al governo ci sono degli esperti senza legami di partito. Cosa che non piace affatto ad uno come Berlusconi. L’ex premier è già stato Presidente del Consiglio quattro volte e adesso ha annunciato che nel 2013 tenterà di farsi eleggere per la quinta volta. Leggi il seguito di questo post »

Cambiare la Politica, fermare il declino,tornare a crescere

In economia, fermare il declino, futuro, giovani, Italia, politica, società on 30 luglio 2012 at 19:44

“Dobbiamo fermare il declino italiano, di cui la crisi finanziaria è solo un’aggravante”. Qualcuno con le idee chiare ancora c’è. Di seguito il manifesto tratto da fermare il declino (promotori: Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales); buona lettura!

La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94 – tranne poche eccezioni individuali – ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente.

Per farlo deve generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale. Affinché l’interesse di chi lavora – o cerca di farlo, come i giovani e tante donne – diventi priorità bisogna smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese. I problemi odierni sono gli stessi di vent’anni fa, solo incancreniti: l’inefficienza dell’apparato pubblico e il peso delle tasse che lo finanziano stanno stremando l’Italia. Perdendo lavoro e aziende, migliaia di persone non sono più in grado di produrre e milioni di giovani non lo saranno mai. Leggi il seguito di questo post »

L’informazione ai tempi dello “spread” e del “revival” politico seriale.

In economia, futuro, giovani, informazione, Italia, politica, rassegna stampa, società on 16 luglio 2012 at 18:18

“Una società – dice John Nasbitt – riesce ad avere una preoccupazione alla volta”, cosa abbiamo “scelto” in Italia?

Non passa giorno, da quasi un anno, che le aperture di tutti i telegiornali siano dedicate a notizie economiche. Conferenza stampa di Draghi, azione (o intento) della BCE, il G8 o il G20. Meeting vari tra i capi di stato europei, riunioni urgenti per la crisi o lo scudo anti-spread. Le quotazione dell’Euro, l’indice di Milano, quello di Parigi, Francoforte o Madrid. E ancora le elezioni in Grecia e le banche in Spagna. Il rating di Moody’s o quello di Standard&Poor’s. Leggi il seguito di questo post »

Dopo Monti? Il nulla? Dove sono i partiti e la politica?

In elezioni, fermare il declino, Italia, politica on 10 luglio 2012 at 19:47

Da salvatore della patria a lobbista, da volto istituzionale apprezzato in Europa ad “aguzzino” degli italiani. Di Monti si è detto e si dice tutto e il contario di tutto. Sospendiamo il giudizio sul Primo Ministro per un momento e pensiamo al “dopo”.

Le grandi manovre sono già iniziate, forse i manovratori non hanno mai smesso di agire dietro le quinte.

Monti prima ammicca, poi smentisce, poi vedremo. Verrà candidato per dare continuità al progetto di risanamento? Francamente sembra intenzionato, oggi, a non voler lasciare il suo lavoro in mano alla politica populista. E’ da vedere se l’Italia lo voterà. Leggi il seguito di questo post »